ANNA G. Genesi di un cavatappi

ANNA G. Genesi di un cavatappi

"...Mi aveva colpito la bambola feticcio, era ipnotizzante, ne capisco a ritroso le motivazioni. Era un oggetto che rappresentava in qualche modo la mia figura, per la compattezza del suo corpo e il lungo collo adornato da anelli dorati. Riassumeva la genesi dell’oggetto iconico, che sarebbe stato progettato qualche anno dopo: Il cavatappi Anna G."

Nel 1992 sono andata con A.M. alla International Frankfurter Messe in Germania, per l’installazione della collezione dei vasi 100% Make Up nello stand Alessi. Prima della presentazione ufficiale sono andata a curiosare nei vari padiglioni della grande fiera dove il mio sguardo si ė soffermato ad ammirare una bambola cerimoniale africana Ndebele che aveva catturato la mia attenzione. Oggi nel mondo globale è facile trovare manufatti provenienti dai luoghi più remoti del mondo, ma nel 1992 questo tipo di oggettistica si poteva vedere solamente in alcune fiere di carattere internazionale, come ad esempio quella in cui io mi trovavo di Francoforte sul Meno o, in negozi specializzati per questo tipo di oggettistica di carattere etnico. Mi aveva colpito la bambola feticcio, era ipnotizzante, ne capisco a ritroso le motivazioni. Era un oggetto che rappresentava in qualche modo la mia figura, per la compattezza del suo corpo e il lungo collo adornato da anelli dorati. Riassumeva la genesi dell’oggetto iconico, che sarebbe stato progettato qualche anno dopo: Il cavatappi Anna G. un ritratto di design a me dedicato, prodotto dalla ditta Alessi, che porta la firma di Alessandro Mendini.

L’essenzialità della bambola africana era basata su semplici geometrie: una sfera rivestita di maglina nera per il viso con una linea verticale di perline bianche che lo divideva ai lati. Due cerchi bianchi e due perline rosse più grandi al centro, rappresentavano gli occhi. Il corpo aveva la forma di un cono dal quale scendevano due lunghi e sottili cilindri avvolti di corda  grigia per le braccia, con piccole estremità ovali rotonde che rappresentavano le mani, tutte rivestite di perline. La parte inferiore del corpo era ricoperta di stoffa marrone come il colore della terra e, come tale, aveva dei tracciati a raggiera, con perline di vetro che assomigliavano ai paralleli terrestri. Nella parte più stretta del cono, la stoffa era blu come il cielo e, terminava con due sfere grigie ad indicare i seni, decorate con perline disposte anch’esse in senso circolare. Sopra si ergeva il lungo collo, completamente ricoperto di anelli color oro.

Era a mio avviso un oggetto straordinario e mi aveva conquistato. Chiesi alla ragazza presente nello stand il valore della bambola e se potevo acquistarla, lei mi rispose che non era possibile vendere ai privati.

Aveva capito però che l’oggetto mi piaceva molto, le avevo detto che sarei stata presente alla fiera tutti i giorni per tutta la durata della manifestazione, così lei mi fece intuire che prima dello smontaggio, poteva farmi avere il manufatto. Il giorno della chiusura io ero ad attendere la donna nella speranza di ricevere la bambola. Andai a trovarla, lei aveva l’oggetto avvolto in una busta che mi diede e per ringraziarla le misi in testa il mio amato cappello Borsalino, le piacque e così siamo rimaste entrambe soddisfatte dal baratto, senza avere infranto le regole locali che vietavano la vendita.

Alessandro notò l’oggetto, al rientro da Francoforte, nel mio studio dove ancora è posto, gli piacque e disse che assomigliava a me. Poi dopo un po' di tempo tornò a rivederlo e mi disse che stava lavorando ad un progetto di cavatappi per Alessi e trovava interessante la bambola cerimoniale che ricordava il mio aspetto. Parlammo più volte del cavatappi, della mia figura, dell’atto di alzare le braccia per estrarre il turacciolo, gesto che doveva sembrare un atto rituale e gioioso. A.M. ed io eravamo insieme, dal 1984, ci volevamo bene e l’oggetto sembrava sintetizzare sia nella funzione che nell’aspetto iconico tutta la nostra complicità e felicità. Essendo entrambi designers, ci divertivamo molto a schizzare, scarabocchiare e dare forma a idee potenziali insieme, era come risolvere un puzzle o un cruciverba. E così fu anche in questo caso, studiando assieme soluzioni innovative. A.M. portò poi le idee che avevamo sviluppato del cavatappi all’Atelier Mendini per preparare disegni esecutivi e specifiche per la produzione. Infine, una volta avviato il progetto, abbiamo parlato del nome da dare al cavatappi.

Con Alessandro capimmo entrambi, dal momento che Alberto propose di dargli il mio nome, Anna Gili, che la nostra complicità non ci apparteneva più, dovevamo condividere questo/i oggetto/i con Alberto e con il mondo pubblico legato ad Alessi. Ho suggerito che poteva avere solo il nome Anna accompagnato dalla prima lettera del mio cognome, la lettera G con un punto G., era un velo che secondo me avrebbe dato un certo mistero e intrigo all'oggetto. Leggi l'articolo "Anna Gili Parla del Cavatappi Anna G."

Le versioni del cavatappi Anna G. furono molte e sempre ironiche e divertenti, nello stile e nel carattere di A.M. e sempre con il benestare mio e la partecipazione a tutte le scelte di Alberto Alessi, guru e intellettuale dell’azienda. Nel 2003 nacque il cavatappi Alessandro M. e vennero prodotte delle serie di edizione limitate con la coppia Anna G. ed Alessandro M., tra le versioni più ammirate ricordo quelle parodistiche di Superwoman e Superman, altre con il decoro Mendiniano “Proust“ e, nelle più svariate cromie, nessuna delle quali  priva di ironia.

È sempre divertente vedere me stessa come Anna G. la versione alta e femminile del cavatappi e Alessandro M. versione maschile, come il piccolo uomo, carino ed elegante. Nella realtà A.M. ha colto la nostra singolarità nell’essere una coppia. Per questo motivo ne ha catturato e celebrato l’aspetto accattivante in quello che sarebbe diventato un utensile domestico e un oggetto di culto,  best seller di Alessi fin dal 1994.

Le versioni di design  Anna G. e Alessandro M. dell’Alessi, occupano 10 pagine nel grande libro, Codice Mendini scritto da Fulvio Irace con la guida e la direzione di Mendini:

Dalla scultura gigante di 5 metri di Anna G. del 1996, ; Anna G.’s “Banda musicale” ; che dirige un mare di cavatappi di Alessandro M. 2003, cavatappi Anna G. in acciaio lucido, “Anna Pepper” del 2000, macinapepe, “Anna Fire” del 1998 come accendino da fornello, un’alzata  portaciaccolatini fino a diversi design di tappi per bottiglie “Anna Stop” del 2004 di Alessandro M. e Anna G. e “Anna Sparkling” del 1998

Codice Mendini, Le Regole per Progettare di Fulvio Irace, ©2016 Mondadori Electa S.p.A., Milano

© Anna Gili 2024


Paolo Portoghesi

CHI DIVENTERÀ PAOLO PORTOGHESI. La Nuova Arca dell'Alleanza tra Modernità e Storia

CHI DIVENTERÀ PAOLO PORTOGHESI.

La Nuova Arca dell’Alleanza tra Modernità e Storia

L’immensa figura di Paolo Portoghesi si impone alla sensibilità e alla cultura del nostro tempo celebrando la dimensione magica dell’erede, del progettista, del costruttore e del principe della nuova Bellezza, in cui l’essenza  titanica dell’operosità corrisponde alla fermezza, all’eleganza e al garbo con cui ha disegnato e modellato il suo Pensiero, fondato sull'”Arte della Meraviglia”.

L'”incastellamento” dei riferimenti, delle  elaborazioni,  delle  mutazioni e della vena problematicistica della sua permanente Ricerca, si misura dunque con l’analisi e la lettura critica e comparativa della Storia universale delle Forme, configurando una Città Ideale cosmopolita, in cui mille Culture e mille Saperi costituiscono la festosa inflorescenza che da sempre incorona il primato etico ed estetico dell’Uomo. Tale aspetto sostiene il suo dichiarato Eclettismo sovrastorico, in cui sono coinvolte le presenze formali e decorative del tempo trascorso nelle Chimere visionarie del mondo futuro.

Moschea e Centro Islamico di Roma

Il flusso corrente di ogni possibile Cronologia viene così scandito permanentemente nella sua progettualità, in cui ogni Segno insegue il Simbolo e l’aspetto semiotico che scandisce l’arcaica Lingua Sapienziale, a cui si collega il tratto visionario e profetico della sua Composizione Architettonica: ogni emblema è in tal caso riferibile alla radice occulta dei significati profondi, che hanno vergato le caratteristiche di ogni Civiltà corrente e trascorsa. Abita qui allora l’Aura demiurgica dell’Architetto che in guisa di direttore di una grande orchestra armonizza le linee, i toni, i colori, i volumi, i chiaroscuri e gli spazi della sterminata galassia di ogni possibile analogia etica ed estetica, riscontrabile negli esiti di infinite e strepitose Scuole di Pensiero che compongono le splendide diversità e le mirabili unicità delle nostre presenze. La Tensione del Maestro si rinviene dunque nell’asseveramento dell’Armonia, intesa come Sintesi del  valore universale dell’Umano e del Sacro. 

Paolo Portoghesi assegna a tale svolgimento il destino della Parusia platonica, ossia della presenza di un’Anima in ogni aspetto e in ogni misura della Materia, del suo linguaggio, della sua estensione, del suo dominio e del suo Spazio. La lezione che sempre ci fornisce questo aspetto mutevole e vitale della Forma costituisce in tal modo il Codice, segreto e criptico, dei linguaggi della sua Scienza e della sua Arte dell’Esistere e del Costruire, che forma la linfa essenziale e l’ “Ecceità” oggettiva del suo essere umano e oltreumano. 

L’Architettura degli Archetipi e dei valori primi ed ultimi dei  Codici Ermetici rappresenta quindi per Portoghesi il viatico, lo strumento e il filtro magico che dispone possibilmente ogni uomo sulle frontiere dell’Assoluto e dell’Infinito, che superano il mondo conseguenziale delle cose della Ragione Pura per privilegiare il richiamo dell’Irrazionale e anche dell’Assurdo. Di qui la soluzione Alchemica degli agibili Teoremi pitagorici della Bellezza, che assegnano alla pura Fenomenologia della Scienza Chimica la Quintessenza spirituale e nascosta di una Linfa e di un’Anima che muovono il flusso ineffabile e imprevedibile dei Corpi e delle loro possibili aggregazioni.

mostra antologica Basilica Palladiana-Vicenza
chiesa di Santaaria Assunta daletno

Nello stesso modo il nostro Maestro fonde e compone di fatto, sul supporto di nuovre Essenze, le più diffuse credenze religiose che in tal caso si esprimono teosoficamente o attraverso la sintesi eclettica e simultanea di una “Prisca Theologia”, che al di sopra delle fedi correnti si manifesta nel puro riconoscimento globale del carattere sacro dell’Essere e del suo Spazio vitale.
Ogni linea, ogni forma, ogni cromia ed ogni Materia del suo linguaggio si paragona costantemente con i molteplici aspetti di uno “Stile degli Stil”, in cui convergono le diverse, affini od opposte suggestioni dell’Anima, che di fatto lo avvicinano all’ “Angelo della Storia” di Paul Klee o allo “Spirituale nell’Arte” di Wassily Kandinsky, seguendo gli aspetti apoliinei o dionisiaci propri della “Vita delle Forme”(Henri Focillon). I suoi riferimenti ai grandi eclettici che hanno altresì fondato i modelli antichi e nuovi della nostra Architettura Classica si concentrano in tal caso sul profilo e l’opera  traianea di Apollodoro di Damasco, mentre ogni svolgimento del linguaggio classico nei confronti del Mondo Moderno transita attraverso la gigantesca statura di Francesco Castelli, il Borromini. Non godremmo della rivalutazione e della nuova fortuna critica del Mondo Barocco se Paolo Portoghesi non avesse rilanciato nel mondo il primato scientifico, filosofico, grafico e strutturale di questo linguaggio, per molti decenni sottovaluto, deriso, dimenticato e offeso. A Portoghesi dobbiamo anche, nella sua sterminata  produzione libraria e saggistica, l’ “Album del Liberty”, in cui è riabilitata la chiave introduttiva alla storia e alle bellezze architettoniche, decorative e plastiche del  Modernismo. 

Le sue Riviste epocali, quali Controspazio, Eupalino, Abitare la Terra, ed altre ancora,  confermano, assieme al Dizionario di Architettura e Urbanistica, il dominio compositivo degli infiniti spunti logici ed emotivi che alimentano l’essenza della sua sua Figura.
L’insieme delle espressioni e delle scelte Estetiche perseguite rendono di Portoghesi il Demiurgo protagonista, proteiforme e mutevole, che nel Campo Fiorito delle Idee  persegue il Coordinamento e il perenne mutamento eracliteo della Scena Umana.
Tali aspetti riteniamo soprattutto di ricordare nell’inatteso frangente della sua scomparsa, di cui resta per noi il pensiero per le Cose Belle che sempre si dispongono nella nostra memoria e nella nostra consapevolezza come cifre segrete dell’ oggi e come indizi dei possibili vaticini del Tempo Futuro, che ci attende e che noi stessi, con Portoghesi, sognamo seguendo il grido e il Chèrigma della Bellezza prossimo-ventura.

Riccardo Cecchini
Professore-Accademico- Architetto,
fondatore nell’Accademia di Belle Arti di Verona dell’Istituto e della Scuola di Decorazione
È stato allievo di Portoghesi presso la Facoltà di Architettura della Sapienza di Roma nel 1968, curatore  della sua mostra antologica presso la Basilica Palladiana di Vicenza 2006 ha tenuto diverse lezioni universitarie sulla figura di Portoghesi presso lo IUAV di Venezia e presso il Politecnico di Milano.


Nel video della mostra FUN FEMINISM, alcuni brevi clip con Anna Gili

Nel video della mostra FUN FEMINISM al Kunstmuseum di Basel 23-9-2022/ 19-3-2023, alcuni brevi clip con Anna Gili

Una mostra sul tema dell’arte al femminile, in parallelo alla 59° Biennale di Venezia “Il latte dei sogni”.

Una visione dell’arte attraverso lo sguardo di artiste che si sono espresse  con ironia, irriverenza e divertimento. Una raccolta di opere multimediali dagli anni 60’ agli anni 90’, che ci conducono all’esplorazione della questione di genere con leggerezza, attraverso i differenti linguaggi artistici.

Sono presenti in mostra opere pittoriche, video istallazioni, arazzi, opere fotografiche, oggetti scultorei, grafiche di denuncia degli anni 70. La mostra si propone di indagare anche le prospettive del femminismo dagli anni 50’ ad oggi.

Anna Gili ha presentato Dolly, un'opera scultorea dedicata e in onore del primo animale clonato divenuto popolare in tutto il mondo. Questo ritratto scultura, dai colori vivaci, di una pecora clonata, è divertente e pop, mentre il messaggio è molto più profondo perché  mette in evidenza la questione etica che l’opera pone su questo argomento.

Credit: Kunstmuseum Basel, Fun Feminism, 2022, Video: Léon Bricola

Fun Feminism
24 Settembre 2022 – 19 Marzo 2023, Kunstmuseum Basel | Gegenwart


Fun Feminism - Kunstmuseum Basel

Fun Feminism - Kunstmuseum Basilea

Fun Feminism
24 Settembre 2022 – 19 Marzo 2023, Kunstmuseum Basel | Gegenwart

Curatori: Maja Wismer e Alice Wilke con Senam Okudzeto e Claudia Müller

Venerdì 23 Settembre 2022 ci sarà l'inaugurazione della mostra "Fun Feminism", dalle 18 alle 21 al Kunstmuseum di Basilea.

La mostra Fun Feminism presenta circa 40 opere dagli anni '60 agli anni '90 provenienti dalla collezione del Kunstmuseum Basel, insieme a una selezione di pezzi più recenti di artisti contemporanei svizzeri e internazionali. L'idea per la mostra è nata dalla conversazione tra gli artisti basilesi Senam Okudzeto e Claudia Müller. Si sono avvicinati al Kunstmuseum Basel con il suggerimento di guardare la collezione del museo attraverso una lente femminista, combattendo allo stesso tempo lo stereotipo del femminismo come privo di umorismo con un'enfasi sulla gioia, la giocosità e l'irriverenza. Il progetto si è ampliato in un dialogo più ampio con il team curatoriale del Kunstmuseum, Maja Wismer e Alice Wilke, che hanno portato nuovi interessi e prospettive all'argomento.

Artisti, storici dell'arte, galleristi e curatori si sono sforzati di far avanzare le prospettive femministe nelle arti visive per circa 50 anni, ridefinendo così la rappresentazione delle immagini e dei ruoli di genere. Nel rivelare ed esporre le strutture patriarcali con un cenno del capo e una strizzatina d'occhio, gran parte delle opere create in questo senso attingono a una gamma di registri umoristici, come l'ironia e l'autoironia.

Artisti presenti in mostra:
Polly Apfelbaum, Monika Baer, Lynda Benglis, Dara Birnbaum, Pauline Boudry & Renate Lorenz, Dineo Seshee Bopape, Ruth Buchanan, Pauline Curnier Jardin, Paz Errázuriz, Jana Euler, Sylvie Fleury, Andrea Fraser, Ellen Gallagher, Anna Gili, Guerrilla Girls, Ani Liu, Muda Mathis & Sus Zwick, Kirsi Mikkola, Ebecho Muslimova, Lorraine O'Grady, Pipilotti Rist, Tracey Rose, Martha Rosler, Karin Sander, Sarina Scheidegger & Ariane Koch, Cindy Sherman, Wiebke Siem, Lena Maria Thüring, Rosemarie Trockel , Fatimah Tuggar, Lily van der Stokker, Kawita Vatanajyankur, Puck Verkade, Marianne Wex, Nives Widauer, Melanie Jame Wolf, Betty Woodman, Aline Stalder & Nadine Cueni & Katharina Kemmerling & Katrin Niedermeier.

 


Animalove - Contemporary Cluster Gallery Roma

ANIMALOVE 22-9 /29-10 /2022
una collezione di vasi by Anna Gili

Contemporary Cluster Gallery, Roma presenta la collezione in edizione limitata di vasi in ceramica smaltata di Anna Gili, Animalove, nata nel 2013.

É una collezione di oggetti-home sculptures di carattere zoomorfo, ispirati ad animali realmente esistitied ad animali che sono parte del nostro immaginario collettivo, come i cagnolini da compagnia,rappresentati nei vasi "Puppies" o il vaso "Kuma Chang", in ricordo del fedele cane della designer, cheha le sembianze di un immaginifico cavallo nero.

Gli oggetti che ne derivano, sono eleganti composizioni,forme stilistiche abbinate a segni-sintesi dell’animale che ogni ceramica rappresenta.

Il vaso "Dolly" è un omaggio alla famosa pecora clonata, mentre "Big Mary" è la memoria della piùgrande elefantessa mai esistita, più grande di Jumbo, impiccata crudelmente in una pubblica piazza ad Erwin nel Tennessee, 1916.

La ceramica "Babe", trae ispirazione dal film Babe del 1995, il protagonista era un maialino coraggioso. Il film, ci fa riflettere sul triste destino di questi simpatici ed intelligenti animali.
Scopri tutta ANIMALOVE - COLLECTION VASES

L'Art Design
lo poteva inventare
solo una donna propheta & pioniera
come Anna Gili
(Nella Milano dei primi anni '80)

By Francois Zille
Antropologo visivo e Comunicatore
Docente e critico dei codici espressivi dell'era digitale

Nella Weimar degli Anni' 20, Ise Frank, moglie di Walter Gropius, principale fondatore della Bauhaus, seppe coglierne e diffonderne magistralmente la quintessenza in tutto il mondo.
E ciò, nonostante l'opposizione e le angherie dei suoi progettisti rigorosamente maschilisti.
Ergo, la vita è sempre stata dura per il genere femminile nell'arte.
Al punto che, per documentare queste tracce, la blasonata casa editrice di Benedikt Taschen ha pubblicato nel 2019 un volume importante di Patrick Rössler, "Bauhaus Models" - A Tribute To Pioneering Women Artists.

In questa prima ondata di era digitale assistiamo a un brutale deficit di filologia e ad un drammatico gap di cultura e struttura, da parte delle nuove generazioni di designer, che le nuove scuole e accademie - sempre più ostentatamente ciniche e ipoprogettuali - costringono a diventare subito campioni planetari di copiaeincolla. E tendono poi "sin verguenza" a spacciarli per inventori di tutto ciò che esiste e persiste.
Tra le tematiche odierne in fase trendy trova sempre più adepti su ogni fronte la semiotica zoomorfa, a cui Anna Gili fu la prima a dedicare una scientifica mappatura, nonché una seria e non meno sontuosa riflessione progettuale, docu- mentata storiograficamente dal volume "ANIMALOVE" pubblicato da Logo Fausto Lupetti Editore nel 2014.

Considero Anna Gili "la regina della semiotica" per la sua rara capacità di osservare cose, persone, animali e oggetti e riuscire in breve tempo a concentrarli in un segno sempre vivo, empatico e rigoroso, di una aristocrazia estetico-formale unica.

La sua sorprendente abilità nel padroneggiare vari codici espressivi fuori e dentro l'era digitale, e ad operare parallelamente su diversi paradigmi progettuali, le hanno consentito di svolgere una Magna Exploratio pionieristica e innovativa a tutto cam- po, con i geni rinascimentali che la ispirano ed il rigore francescano delle sue
radici umbre che la reggono, sia nell'ambito dell'arredo urbano, dell'uso ingegneris- tico del colore, dei mobili iconici, dell'oggettistica ieratica, della ceramica creativa... celebrando per prima dall'inizio degli Anni 80 il matrimonio d'amore vero tra Arte e Design, di cui la massima espressione si può considerare il vaso “CRO”.
Che vibra all'unisono con la grande vibrazione quantica originaria.

FZ Roma, 2022


In the garden of Eden A landscape of things with Alessandro Mendini and Friends

In the garden of Eden

In the garden of Eden

A landscape of things with Alessandro Mendini and Friends

Dal 25 Novembre e fino al 12 Marzo 2022 si terrà la mostra In the Garden of Eden - a landscape of things with Alessandro Mendini and Friends, nata da un’idea di Antonio Colombo con Elisa e Fulvia Mendini e curata da Stefano Casciani.

In the garden of Eden - Anna Gili

La mostra raccoglie le opere di alcuni autori che hanno accompagnato Alessandro Mendini in progetti piccoli e grandi: Vincent Beaurin, Massimo Caiazzo, Arduino Cantafora, Stefano Casciani, Carla Ceccariglia, Pierre Charpin, Riccardo Dalisi, Michele De Lucchi, Massimo Giacon, Anna Gili, Bruno Gregory, Alessandro Guerriero, Maria Christina Hamel, Jaime Hayon, Dorota Koziara, Alex Mocika, Occhiomagico, Mimmo Paladino, Franco Raggi, Karim Rashid, Studio Job, Oscar Tusquets.
In mostra saranno presenti nuove edizioni di Alessandro Mendini

Inaugurazione:
Giovedì 25 novembre dalle 15.30 alle 20.30

ANTONIO COLOMBO ARTE CONTEMPORANEA
VIA SOLFERINO 44 - MILANO - TEL / FAX 02.29060171
martedì - venerdì 10 - 13 / 15 - 19 , sabato 15 - 19
colomboarte.com - instagram@antoniocolombogallery

Alcune delle opere di Anna Gili

 


La gallina nell’arte e nel design

La gallina nell’arte e nel design

É nato prima l’uovo o la gallina?

Da questo paradosso e rompicapo che ha impegnato anche Aristotele e Plutarco, possiamo capire l’importanza che la gallina riveste dal punto di vista della cultura mitologica e cosmogonica, fino al pensiero scientifico moderno. L’uovo, che nasce dal corpo della gallina, nella tradizione ermetica, unisce la dimensione microcosmica, riferita all'Uomo a quella macrocosmica, riferita al Mondo. All'uovo è attribuita l’origine della vita ed è sempre da un uovo che ha origine il cosmo: l'«Uovo Cosmico», o «Uovo del Mondo».

L’uovo è un simbolo universale di fecondità, di vita eterna e di resurrezione.

Banksy Chicken Egg Graffiti

Storia e archetipo

La gallina è un animale domestico con una storia di 4000 anni.

L’antenata della gallina domestica è la faraona. E’ un animale allo stato selvaggio, più aggressivo della gallina, originario del Nord -Africa e appartenente alle popolazioni dei numidi. E’ riconoscibile per la testa simile ad un elmetto. Essendo stata identificata con la femminilità la gallina-faraona è stata spesso sacrificata nei rituali africani legati alla fertilità delle giovani donne.

Rituali che si sono protratti fino ai giorni nostri, difatti nessuno considera che dietro al gustoso pollo arrosto che bandisce le nostre tavole si nasconde una delle più crudeli uccisioni di animali

che l’essere umano ripete fin dagli albori della sua vita. L’atto del nutrimento presupponeva nei popoli primitivi, l’uccisione della preda. Oggi assistiamo ad allevamenti intensivi dove le prede sono stipate per essere sacrificate ed adornare i piatti nelle tavole imbandite del mondo intero. Nella tradizioni locali l’uccisione delle galline viene effettuata in maniera antica per dissanguamento. Viene pertanto ancora oggi ripetuto il rituale dell’uccisione delle antiche faraone.

Iconografia

Dopo questa triste, ma necessaria premessa, vorrei analizzare l’iconografia di questo animale che ha accompagnato fin dalle origini l’essere umano, nutrendolo tramite il suo sacrificio. Nella religione cristiana Gesù ha adottato la Chioccia per descrivere il sentimento di protezione verso i suoi fedeli.

Gli esseri umani hanno valorizzato questo animale da cortile, attraverso la sua rappresentazione simbolica e iconografica,  nei vari manufatti ad uso decorativo che fanno parte dell’arredo delle nostre case. E’ possibile ammirare la gallina, nelle raffigurazioni di antichi mosaici bizantini e pompeiani. La troviamo nei dipinti fiamminghi, o nelle immagini delle tavole del 700’ con porcellane e vetri che ricalcano la morfologia dell’animale.

Il passaggio della gallina dall’essere volatile da cortile a soggetto di rappresentazione per gli artisti avviene anche perché dal corpo della gallina nasce una forma perfetta: l’uovo.

Dalla cosmogonia Egizia, Fenicia, all’Ebraismo, alla cultura dell’antica Cina, l’uovo assume un importanza legata alla fecondità ed all’eternità.

L’uovo pasquale è simbolo di resurrezione, si dona in primavera perché la primavera coincide con il risvegliarsi della natura.

Diversamente nell’iconografia artistica orientale, dove il segno è legato al movimento ed alla gestualità, l’animale è  rappresentato nel suo dinamismo spaziale, attraverso la gestualità dell’artista. Difatti la forma dell’oggetto rappresentato, coincide con l’azione della mano dell’artista.

A Yangling nella provincia dello Shaanxi, l'artigiano di oltre sessant'anni, Wen Fuliang, inizia la sua produzione di "uova decorate" alle prime ore del mattino. Ogni giorno, iniziando dalla scelta delle uova, procede molto rigorosamente a tutte le fasi di "decorazione delle uova". Sui gusci, buttati via dalla gente, e all'interno dello "studio" in meno di dieci metri quadrati, ha inizio il sogno d'incisione di Wen Fuliang. La decorazione delle uova è una forma di produzione artigianale e tradizionale cinese. Sin dalle dinastie Ming e Qing, nella vita popolare, al momento di matrimoni, compleanni, e nascita dei bambini, c'è sempre la tradizione di regalare agli amici e familiari "uova rosse".

Panorama artistico

Nel panorama dell’arte l’uovo  fin dalle origini ha destato estremo interesse, sia dal punto di vista pittorico che scultoreo, sia come sostanza alchemica, il cui utilizzo come ingrediente nella formazione dei colori ha dato alla pittura una capacità di resistere agli agenti temporali, un tratto di eternità insito nell’elemento stesso.

La Pala di Brera o Montefeltro alla Pinacoteca di Brera di Piero della Francesca del 1472,è forse la rappresentazione più significativa dell’importanza dal punto di vista simbolico della forma perfetta dell’uovo, che contiene il dogma della vita e assoluto divino, centro e fulcro dell’universo.

Molti artisti hanno introdotto l’uovo nelle loro opere: nelle nature morte di Flegel, nel barocco o nelle nature morte dei fiamminghi, con  gli animali sacrificati e venduti nei mercati delle città. Bosch,è l’artista che mette in evidenza la crudeltà del mondo rappresentando scene oniriche popolate di creature inquietanti. Queste immagini ci forniscono uno spaccato della vita nella quotidianità, in cui i rituali, legati al cibo si ripetono ancora oggi in maniera identica nelle stradine e nei carruggi del Sud della Francia, nel Belgio e in altre parti del mondo.

Altri artisti del calibro di Velasqueznel 700’, Chezanne nell’800’ ed anche Braquenel 900‘ riportano nelle tele, scene della vita quotidiana, dove non mancano mai le uova, raccolte in un cesto oppure rappresentate nella loro simbologia. Fortunato Depero,  nelle sue opere grafiche destinate alla pubblicità, realizzò una serie di cartelloni pubblicitari con immagini di galli e di galline in versione futurista.

Felice Casoratiassocia simbolicamente l’uovo alla maternità: “Maternità con uova”.

Negli artisti surrealisti Magrittee Leonor Fini, l’uovo diventa soggetto del quadro come nella “Guardiana dell’huevo Negro”, oppure diviene dogma ed elemento di mistero come nei quadri metafisici di Giorgio De Chirico: ”Wunderkammern”.

Leonor Fini la guardiana dell'uovo nero 1955

Guardiana dell’huevo Negro - Magrittee Leonor Fini

Lo scultore Constantin Brancusi  esalta la forma perfetta dell’uovo nella musa addormentata 1909-1910 e nella scultura “Beginning of the world” 1915, sculture che pongono simbolicamente attraverso la forma elaborata, l’enigma dell’esistenza.

L’artista Lucio Fontana  rompe la forma perfetta dell’uovo, attraverso una serie di fessure e buchi nella materia, nella “La fine di Dio “ 1963-1964, riporta la forma scultorea e tridimensionale dell’uovo alla bidimensionalità, schiacciandolo e appiattendolo sul foglio.

Piero Manzonirealizza una performance di grande originalità, imprimendo il suo dito sporco di colore sulla superficie dell’uovo mangiandolo e offrendolo al suo pubblico con la volontà di dichiarare la voracità dell’arte “Consumazione dell’arte dinamica del pubblico” (21-6-1960).

Le raffinate performances di Rebecca Hornnegli anni 70,  erano delle azioni dell’artista che copriva la sua testa con dei piumaggi, oppure si adornava le mani con lunghissime unghie per trovare nuovi modi di relazionare la sua persona con lospazio circostante.

 

Manifatture artistiche

Accanto alle opere artistiche si è sviluppata un’iconografia più domestica, meno legata ai temi dell’assoluto. Manifatture alle quali sono molto affezionata per amore del mio lavoro e per la narrazione del vissuto domestico delle epoche in cui esse sono state  realizzate. Dai primi manufatti delleepoche primitive fino alla contemporaneità, l’iconografia della gallina è sempre presente.

La gallina è presente nei manufatti di alto pregio artigianale, trovati nei frammenti antichi  dei siti storici, che riportano alla luceoggetti di epoche lontane, come nelle produzioni dellebotteghe medioevali e degli atelier rinascimentali, oggetti che oggi  troviamo neimusei, oppure come copie degli originali nei negozi di souvenir.

Questo animale da cortile così bistrattato, è rappresentato nelle porcellane, neivetri artisticie nei metalli preziosi. Nell’ Arts & Crafts l’iconografia della gallina è presente nelle reali manifatture storiche, che nascono a cavallo tra il ‘700  e l’‘800 , nelle produzionidi Sèvres, nelle porcellane di Richard Ginori e di Capodimonte,nelle manifatture di Meissen, di Royal Copenhagen, nel vetro di Laliquecome in quello di Swarovski.Nei metalli preziosi si distinguonole celebri produzioni di uova di Farbergé per lo zar Alessandro III.

Le vetrerie storiche come Salviati Venini hanno nei loro archivi bestiari di artisti come quello di Fulvio Bianconi degli anni 50’, le cui sculture digalline e galli sono un esempio di grazia nella lavorazione del vetro ed esprimono un sentimento poetico. Sempre negli anni 50’ da ricordare è la bella brocca in maiolica ceramica di Bruno Baratti con una splendida rappresentazione di un gallo.

Fulvio Bianconi Gallo e galline

Artisti designer e artigiani contemporanei

Ci sono poi artisti che hanno realizzato opere sul tema legato all’osservazione della natura e degli animali tra questi: Luigi e Toni Zuccheri, quest’ultimo architetto e designer figlio del artista Luigi, dal quale ha ereditato l’interesse animalista, realizzando opere in vetro di murano per Venini, Barovier e Toso e Seguso Viro, sul tema di upupe, galli e  galline.

Anche  il lavoro di Robert Benavidez,artista messicano contemporaneo è interessante in quanto nelle sue creazioni mantiene lo splendore dell’oggetto decorativo. Le sue galline-draghi sono creature ibride che si ispirano ai quadri di Bosch.

Nel panorama degli artisti art-maker contemporanei sono interessanti le sculture dell’artista londinese Barbara Franc, sul tema della gallina con l’utilizzo di materiale di scarto e fili di rame, una sorta di robocop in versione animale.

Invece l’artista Laurel Roth,californiana ricopre di maglie all’uncinetto il corpo dei volatili come nella sua opera “Read Cricheted Birds”.

La produzione artigianale Italiana è presente attraverso i siti storici in tutto il territorio, con le botteghe ceramiche, le vetrerie, le porcellane. Iniziando dal Sud Italia troviamo le ceramiche Sarde, quelle siciliane tra cui le ceramiche diNotoe Caltagirone, famose per le teste di Moro,  le ceramiche di Vietricon decori di animali dell’artigiano artista SolimeneLe ceramiche di Lenci di Torino che hanno nella loro collezione delle belle porcellane sulla tema della gallina come il magnifico gallo di Sandro Vacchetti 1933.

Gallo di Sandro Vacchetti

Ancora da citare: Faenza, Albisola, Montelupo, Nove,  difficile citarle tutte, ma una delle cose che hanno in comune le botteghe storiche come quellecontemporaneeè il bestiario nella cui collezione figura sempre il gallo e la gallina, presente quest’ultima oltre che, come oggetto decorativo, anche come oggetto funzionale:  piatto da portata oppure cesto e altro.

Il design ha prodotto a mio avviso una delle migliori creazioni, come omaggio a questo animale associato sa sempre al genere femminile. Si tratta del bellissimo e ironico tavolino Traccia,con le zampe di gallina, dell’artista surrealista Meret Oppenheim, disegnato nel 1929, come opera per la galleria di avanguardia di Leo Castelli, “Bird Leg Table” e prodotto dalla ditta Dino Gavina nel 1971.

Altri animali volatili di design  interessanti per l’asciuttezza e la sintesi delle forme sono il famoso  Eams House Bird  realizzato da Vitra nel 2007 come omaggio a Charles and Ray Eames che lo avevano acquistato nel 1940 da un artigiano dell’Illinois Charles Perdew. Oggettoche gli Eams tennero semprenella loro casa, utilizzandolo come icona nelle fotografie dei loro oggetti e nei loro arredamenti.

La designer olandese Hella Jongeriusper la manifattura Nymphenburg porcellaneha realizzato una bella collezione di piatti e porcellane sul tema animalista.

E infine vorrei citare qualche mio pezzo:  il mosaico Galloper Trend Group 2000,  parte della mia ricerca didesigner artista sul tema della zoosemiotica, al quale ho dedicato unlibro A.Gili, Animalove Book 1, Lupetti Editore.

Sono interessanti anche le case delle galline, i pollai, che sono delle micro architetture, sulle quali  oggi si è riversata una grande attenzione. I pollai urbani, ad esempio sono progetti che hanno riportato all’attualità il tema della qualificazione degli animali domestici che vivono in città. L’intento è quello di migliorare la vita umana nella città, adornandola della compagnia degli animali da cortile, che da sempre hanno accompagnato la vita delle persone.


Siamo Fiori - la fragilità sboccia in una collezione d'arte straordinaria

Siamo Fiori - la fragilità sboccia in una collezione d'arte straordinaria

Dal 21 al 31 Ottobre 2021 nell'Atrio dei Gesuiti della Pinacoteca di Brera si terrà la mostra "Siamo Fiori", curata da Alessandro Guerriero e Alessandra Zucchi e organizzata dalla Fondazione Sacra Famiglia di Cesano Boscone.

mostra Pinacoteca di Brera, siamo FioriLa mostra nasce a sostegno dei ragazzi più fragili, i bambini con disabilità o autismo sono come fiori: fragili e delicati e hanno bisogno di cura, assistenza, amore. É pensando a loro che è stato chiesto ad artisti e designer di "creare" dei fiori per la realizzazione di un'esposizione unica nel suo genere.

DIVENIRE FIORI: ecco il vero invito di Alessandra Zucchi e Alessandro Guerriero, e così sono sbocciati fiori di materiali morbidi e duri, rigidi e flessibili, fiori di metallo e fiori piumati, fiori di legno e fiori di gesso e fiori di ceramica, fiori ricamati e rose con il gambi di filo spinato.

Anna Gili è tra gli artisti e designer che ha partecipato alla mostra, donando il suo progetto "Survive" in legno dipinto a mano.

Survive, legno dipinto a mano, progetto di Anna Gili per la mostra Siamo Fiori

Survive, Anna Gili -  legno dipinto a mano, cm 37 x 25 x 25


Arte e Riciclo green design

ARTE E RICICLO - SECOND LIFE CON IL GREEN DESIGN

ARTE E RICICLO

SECOND LIFE CON IL GREEN DESIGN

Oggi è possibile recuperare un’oggetto esistente, un mobile, un arredo, una facciata di un palazzo, appartenente ad un diverso periodo storico, anche del recente passato.
Le gallerie di modernariato sono state le pioniere di questo atteggiamento, positivo ed ecologico.
Questi oggetti del recente passato, vengono venduti come pezzi di design unici o di serie limitata in quanto fuori dalla produzione. Si sviluppa pertanto un mercato parallelo che garantisce una nuova esistenza a questi oggetti dignitosi, che erano stati disegnati con cura e, prodotti da aziende di qualità.

 

Riciclo green design
Eric Van Hove – FKV

Sculture con materiali di recupero

Oggetti che altrimenti sarebbero stati dimenticati e abbandonati, ora possono essere trovati in vecchi rigattieri o mercatini di antiquariato e sono offerti a prezzi ridotti. I clienti che frequentano questi luoghi hanno ora la possibilità di possedere cose che hanno un grande valore, hanno un posto nella storia e nella memoria dei tempi passati.
Dare una seconda vita ad un oggetto significa recuperare o riciclare un pezzo esistente, come ad esempio un mobile antico, o di uno stile recente, dando origine ad un mutamento di immagine e/o
anche della funzione dell’oggetto, attivando una nuova fruizione e interesse al suo acquisto da parte dei nuovi mercati e dell’utente finale. Questo processo di mutamento può avvenire
attraverso processi tecnologici e tecniche di lavorazione come ad esempio la modifica dei colori e della superfice che possono rendere i pezzi più aggiornati e in sintonia con l’epoca contemporanea.

Riciclo green design Vim Delvoye_Bustelli_Twisted_2010
Wim Delvoye – Bustelli Twisted – 2010

Attraverso il trattamento della superfice, si può fornire una nuova “pelle all’oggetto”, come si usa dire nel linguaggio attuale, tema affascinante che coinvolge aziende,
gallerie e progettisti. Possiamo andare oltre i confini abituali e immaginare cambiamenti più strutturali, creando ibridazioni che ne modificano l’uso, la dimensione e la fruizione dell’arredo di una casa, di un ufficio, di un materiale di rivestimento per facciate di edifici.

Riciclo green design Tony Cragg stack 1975
Tony Cragg – Stack – 1975

Recuperare l’esistente significa meno spreco di risorse, mantenendo la qualità dell’esistente e salvaguardando l’ambiente dall’emissione scellerata di una bulimia ingiustificata di prodotti.
La ricerca della qualità anziché della quantità è il prerequisito per i tempi attuali e dovrebbe essere al centro dello sviluppo di progetti di green design.

Arte e Riciclo green design
EL Anatsuki – Stedelijk – Small World Ptijhuis

ll marketing deve superare le sfide affrontate dai designer se vuole essere veramente innovativo e non dettare i presupposti o le regole della ricerca progettuale.

 

Anna Gili Installation Butterfly for Nemho-Trespa
Anna Gili Installation Butterfly for Nemho-Trespa

Link: www.nemho.com


DESIGN DEGLI INTERNI PER SPAZI LAVORATIVI DOPO LA PANDEMIA

DESIGN DEGLI INTERNI PER SPAZI LAVORATIVI DOPO LA PANDEMIA

I momenti di cambiamento radicale sono i momenti che ci obbligano a spingere il nostro orizzonte oltre la visione comune.

  • Capacità di adattamento
  • Reinventare i modi di lavorare
  • Cogliere l’occasione per immaginare e creare cambiamenti positivi nel nostro lavoro e nell’ambiente quotidiano attraverso la progettazione di spazi aziendali.
  • Dagli spazi di lavoro interni alla casa, agli interni tradizionali degli uffici.
  • Le aziende più grandi attueranno una potatura funzionale in cambio di un benessere più esteso.

Lo studio di interior design di Anna Gili ha un approccio empatico ed etico ascoltando, comprendendo e concentrandosi su ciò di cui i clienti hanno bisogno con l’obiettivo di dare il massimo input creativo impattante per il miglioramento della produttività con il concetto del “lavoro come piacere”, attraverso la progettazione di spazi aziendali.
Le nostre esperienze con la pandemia da Covid sono state varie, ma per molte persone l’isolamento del lavoro a casa può portare novità, essere divertente o anche renderci molto isolati l’uno dall’altro. Quindi, mentre l’ufficio può rimanere il tradizionale cubicolo di lavoro, per lo smart working l’importanza della collaborazione, rimane un fondamentale principio.
Lo shock e la caduta causati da una grave pandemia hanno fatto capire a molti di noi che non siamo super umani e che siamo vulnerabili e che la vita non è eterna o
scontata.

La vita è più preziosa e limitata di quanto molti di noi siano stati indotti a credere.
Pertanto, il luogo di lavoro “Ufficio” e la vita domestica devono essere più armoniosi. Gli spazi domestici e aziendali vanno progettati con una nuova visione.
Tuttavia, anche se la tecnologia migliorerà la comunicazione, non sarà facile sostituire l’incontro tra gli esseri umani e il senso di raggruppamento, amicizia, condivisione, ecc.
Quindi, nessuna cosa è più importante dell’altra. Dobbiamo essere aperti e intelligenti alle variazioni e alle opzioni che creano un buon modo di vivere armonico senza fratture.
Questo nuovo modo di lavorare può avere un effetto positivo sulla limitazione dei costi di trasporto e di viaggio e sull’impatto sull’ecosistema.
Ci piace offrire ai nostri clienti soluzioni imparziali e non compromessi, in quanto sono esse sempre rinfrescanti e libere da vincoli che promuovono idee a favore di sistemi precostituiti …e concentrati esclusivamente sulle esigenze del cliente.
Spazi all’aria aperta – destinazioni multiple, prodotti per arredare le case dei lavoratori di una comunità di lavoro di una marca. Il business riguarda la comunicazione e l’idea dell’ufficio come luogo teatrale che promuove il business e mantiene in contatto la forza lavoro e i clienti. Le persone ora, dopo la pandemia connesse virtualmente sono simili a dei presentatori televisivi che ci illustrano le loro idee e conversazioni, quindi lo spazio di lavoro da casa e lo spazio di lavoro in ufficio devono avere un’identità progettuale.
Siamo in grado di offrire mobili, arredi e soluzioni spaziali per trasformare la tua azienda in una performance contemporanea all’avanguardia da esibire sul palcoscenico aziendale.
Possiamo socializzare sulle piattaforme virtuali e l’ufficio è uno spazio di incontro funzionale per riunirci per concentrarci, collaborare, prenderci cura e condividere.

Le nostre soluzioni di design e innovazioni degli spazi possono aiutare a tenere insieme le aziende e migliorare la salute, la felicità e il benessere delle prestazioni.
Spazi aperti, foreste, laghi, mare, montagna, campagna e tetti.

Vivere il sogno è stata l’idea alla base della prima ondata di Internet negli anni ’90, le persone lavoravano a distanza su Internet da luoghi di surf e sci ..
Il timore che il personale fosse assente dalle scrivanie dell’ufficio e nascosto dalla vista, alimentato dalle incertezze e dalle recessioni del mercato, ha ripristinato l’idea di libertà
di dove lavorare e la forza lavoro è stata restituita all’ufficio.

 

La pandemia ha svuotato l’ufficio e gli spazi di lavoro e le persone hanno iniziato a lavorare da casa nel modo in cui era stato originariamente previsto. Strade e città svuotate, animali e natura prosperavano senza inquinamento da traffico e movimento, emissioni di anidride carbonica, ecc
Quindi è possibile vivere in un modo nuovo e procedere verso uno stile di vita più armonico ecc….
Le aziende che hanno fallito con brave persone possono riformare e creare nuove imprese che sono migliori per lo stile di vita delle persone, rafforzando le relazioni sociali, la fratellanza, i gruppi di sostegno che correggono i difetti e forniscono orientamento.

  • Scenografie domestiche
  • Pod di lavoro
  • Definire spazi in cui concentrarsi sul lavoro in armonia con le influenze esterne
  • Progetto degli spazi
  • Riduzione del rumore
  • Design

I profumi ed essenze possono rinfrescarci mentre lavoriamo Il colore a sua volta può rinfrescarci, rinvigorirci e ispirarci Le trame dei tessuti riscaldano il nostro ambiente
Anna ha l’esperienza e la conoscenza per creare spazi che comprendono la natura umana e che rendono gli spazi di lavoro felici. Anna ha l’abilità nella manipolazione e nell’abbinamento di oggetti con texture colorate per creare interni entusiasmanti ed elaborate inclusioni di stile Rinascimentale e Barocco. In un’epoca in cui prevalgono il cambiamento e l’incertezza, gli studi e la ricerca
applicata di Anna Gili possono fornire spazi stimolanti e rinvigorenti attraverso consulenze e workshop.
AGDS, Anna Gili Design Studio può mettere insieme persone specializzate con esperienza per comprendere e supportare la tua azienda.

 

 

The fire the forest Pods Capsules

Possiamo organizzare seminari per aiutare le aziende a mettere insieme road map per supportare e stabilire spazi di lavoro fluidi, personalizzati, innovativi e su misura che aiutano a mantenere l’identità e l’etica della tua azienda e un dipendente sano e felice ambientato in spazi che si connettono l’uno con l’altro. Possiamo ispirarci agli habitat della natura per trovare soluzioni confortanti con lo spirito di un luogo e di uno spazio, dando voce all’identità dello spazio con colori soavi e brillanti e questa è sempre stata una parte intrinseca della firma di Anna GDS.

Il Wonderloft è uno splendido spazio luminoso e AGDS può aiutare te e il tuo team a creare i tuoi meravigliosi spazi.

Un buon design ben pensato è necessario più che mai per aiutarci in questa emergenza e per uscire da questa esperienza in modo positivo.

Il mondo che cambia gli effetti sugli individui, le nostre vite il nostro lavoro i nostri amici di famiglia è il nostro obiettivo. La nostra forza è la nostra capacità di cambiare e andare avanti, Spazi amanti del divertimento, possiamo aiutare te e il tuo personale di lavoro a creare spazi speciali unici e mobili di design e / o utilizzare esistenti per personalizzare per questa nuova era.

Il design può migliorare il nostro umore e concentrare i nostri pensieri. I vantaggi sono misurabili per la produttività e la felicità dell’essere umano.
Coco Channel ha affermato che “La moda non è mai altro che un’espressione del cuore” Pensiamo che i tuoi interni, oltre all’importanza della funzionalità, possano essere un ottimo modo per esprimere noi stessi e connetterci gli uni con gli altri mentre adorniamo i nostri social media in modo che possiamo adornare ancora una volta i nostri interni come una scenografia.

Possiamo mostrarti come raggiungere questo obiettivo in modo che il tuo marchio e la tua identità possano contare ed essere straordinari nel nostro e connetterci, supportarci, unirci e rafforzarci in questi tempi straordinari. La nostra ricchezza di esperienza e amore per la teatralità della vita ci permette di offrire brillanti spazi che collegano realtà sia fisiche che virtuali, che creano privacy all’interno della casa e degli spazi dell’ufficio, ambienti teatralizzanti che danno forma e identificano la tua azienda.

 

Life is fragile and temporary
Enjoyable work, a joy to work not a favour…

Le aziende devono preventivare il budget soprattutto in questo periodo di incertezza finanziaria, ma il Design può costruire legami che creano risultati straordinari sia in termini di produzione, benessere, felicità e lealtà. Lo sviluppo di uno staff sano e felice in interni progettati con armonia, crea un senso di orgoglio e identità.

Un ottimo design può creare entusiasmo ed energia e mentre ci piace essere individui, il potere delle persone connesse è incalcolabile e uno staff che si sente curato è uno staff che è unito. Il design può raggiungere questo obiettivo sia in modi audaci che sottili poiché il design può essere una dinamica fluida e flessibile di vasta portata.

Un Workshop con te è utile a rivedere il tuo potenziale di sviluppo per creare un brief.
AGDS può fornire supporto attraverso consulenze, workshop e soluzioni personalizzate.

Temporary Contemporary

Il progetto di uno spazio aziendale può essere splendidamente realizzato per sempre oppure essere una scenografia temporanea – contemporanea. Nel corso degli anni il team di Anna ha progettato numerose mostre e scenografie per il teatro, la danza e lo spettacolo.

Queste installazioni rapide con film e suoni si prestano ai tempi delicati e temporanei di oggi.

Quindi, perché non amare la vita fino in fondo, celebrare e assaggiare le prelibatezze naturali della vita e essere coraggiosi nel nuovo mondo dove il Grande Fratello è tuo amico e la sorveglianza è per la sopravvivenza invece che semplicemente per la ricerca.
La nostra tecnologia di cui godiamo oggi è il risultato di viaggi spaziali lontani e teatro di guerra. Dobbiamo abbracciare e fare affidamento sulla tecnologia, ma possiamo offrire il
lato caldo della tecnologia e sfruttare il potere per il bene comune. AGDS può intrecciare natura e tecnologia a un livello sofisticato da apprezzare e celebrare. L’ufficio dalle 8:00 alle 17:00 è di un altro secolo, ora dobbiamo cercare nuovi modi e incorporare l’idea di ufficio e lavoro e riunioni nella natura, città, campagna, casa ecc. La città è un luogo in cui preformare e l’ufficio si inserisce in questo.

Una serie di capsule pod che lavorano per proteggere le persone in ufficio e creare uno spazio in casa o fuori riunioni.

Conducendo il colore, la luce, la struttura della forma, il suono, gli ambienti ricchi di humus, guardando al brief, possiamo preparare un programma di soluzioni pertinenti rilevanti per i tuoi dipendenti che avranno situazioni ed esigenze diverse. Aiutiamo a definirli in uno scenario officina per arrivare a Brief, Solutions, Installation.