Alessandro Mendini Design Pittorico e Pittura Progettata

Alessandro Mendini e le sue opere di design

Alessandro Mendini è stato un compagno e un maestro di una vita, generoso e gentile .
Il mio vaso CRO forse riassume lo scambio osmotico che avveniva attraverso il nostro lavorare insieme.
Lui amava moltissimo il mio lavoro, io invece apprezzavo e cercavo di non perdere ogni sua battuta che nascondeva sempre una verità scomoda al suo interno.

Alessandro Mendini è stato un maestro che con leggerezza ha attraversato la mia vita.

Forse la cosa che più mi affascinava era la sua geniale ironia combinata ad un’ intelligenza vivace, che per una Donna Artista Umbra, di impronta medioevale-rinascimentale, è stata una vera bomba .
La precisione ossessiva nella definizione iconica di ogni forma, nel lavoro di Mendini dell’ultimo periodo, è ancora un argomento di grande interesse per la mia ricerca.
Alessandro Mendini era un uomo con un pensiero ampio, di cultura borghese.

Opera Mendini

Una figura multidisciplinare: architetto, scrittore, direttore di riviste, intellettuale, con un’ approccio culturale di carattere trasversale che aveva avuto modo di approfondire ed aggiornare costantemente grazie all’attività di giornalista.
Mendini ha esplorato nelle riviste da lui dirette: Casabella, Modo e Domus, numerosi linguaggi legati al design, all’arte e all’architettura, portando le avanguardie del design italiano al di fuori dei confini nazionali e affermando un design di carattere emozionale diverso dal Bel Design elegante e freddo della cultura milanese.

Al termine dell’esperienza dei magazines e dopo la fine del movimento di avanguardia post radicale Alchimia, insieme al fratello Francesco, ha aperto a Milano l’Atelier Mendini (1985).
Incontrai Alessandro Mendini nell’ occasione della performance “Nulla”, un’idea per un ambiente, in cui presentai al P.A.C. di Milano il mio Abito Sonoro, era il 1984.

Successivamente al periodo delle mie performances, legate alle tematiche avanguardistiche milanesi a cavallo tra arte e design, lavorai alla genesi del nuovo progetto di Mendini : Pittura Progettata e Design Pittorico, che corrispondeva al suo desiderio di azzeramento, di fare tabula rasa delle sue esperienze precedenti per dedicarsi ad un progetto artistico che coinvolgesse sia la sua vita che il suo lavoro.
Pittura Progettata e Design Pittorico 1986 Mendini esercitava un pensiero sempre oltre il contingente, accompagnato da una grande coscienza della sua missione nel mondo.
Alessandro era per certi aspetti un uomo metafisico, che però comprendeva i desideri e le debolezze delle persone.

Il design per Alessandro Mendini era un pretesto per navigare all’interno delle contraddizioni dell’essere umano.

Era ambiguo e idealista, anti establishment perché nel suo stato di borghese amava corrodere dall’interno tutte le posizioni consolidate e il design vissuto come status.
Alessandro Mendini era sempre alla ricerca di un pensiero poetico e critico del progetto che ne giustificasse la creazione. Spesso utilizzava il paradosso per portare nel giusto equilibrio problematiche antitetiche . Una sua frase che è per me indimenticabile : “Drammatizzare il quotidiano e sdrammatizzare la vita”.

ALESSANDRO MENDINI – DAL 29 OTTOBRE 2020 ALL’1 FEBBRAIO 2021

 


Tributo per Bergamo

Tributo per Bergamo

Un tributo alla città attraverso immagini e interviste ai grandi protagonisti di DimoreDesign

E’ presentata nell’ intervista del critico Giacinto di Pietrantonio, realizzata in occasione della mia installazione a Villa Grismondi Finardi in Bergamo, organizzata da Dimore&Design, la storia del mio lavoro, dagli albori alla situazione attuale.
Un ritratto del mio operare tra arte e design, che Giacinto di Pietrantonio ha fatto emergere con le sue precise e meticolose domande. Una dopo l’altra, in sequenza hanno ricostruito i complessi percorsi ed intrecci culturali dagli anni 80’ ad oggi.

Passione, incontri e ricordi che hanno indicato la via del mio lavoro.

Un tributo per la città di Bergamo, e un augurio ai protagonisti e ai curatori delle belle rassegne nelle dimore storiche della città.

Link alla pagina Designers for Bergamo


Anna Gili parla del cavatappi Anna G.

Anna G, corkscrew

Il cavatappi Anna G. è un "ritratto di design". Dedicato a una donna reale è diventato un oggetto iconico del design contemporaneo.”

Vorrei, aggiungere qualcosa di personale, essendo io la musa ispiratrice dell’oggetto. Mi succede spesso ironicamente ricordare che è il cavatappi che assomiglia a me e non il contrario… 

Il primo ricordo che ho dell’oggetto è legato alla scelta del suo nome.

Conservo ancora nella mia mente, l’immagine di Alessandro Mendini, che con molta circospezione assieme ad una voce avvolgente e seducente, simile al sibilo di un serpente, si avvicinò a me per raccontarmi l’idea avuta insieme ad Alberto Alessi, sul nome da dare al cavatappi da lui disegnato nel 1994, che ricordava nella sua forma la siluette di una donna. 

Alberto Alessi aveva osservato che la figura iconica assomigliava alla mia persona e, pertanto aveva suggerito la possibilità di chiamarlo Anna Gili

Alessandro, gli rispose che era d’accordo, salvo sentire il mio parere.

Appena Alessandro Mendini, finì di parlare, io lo ringraziai e, mi riservai del tempo per pensarci, anche perché una richiesta di questo genere non capita poi tutti i giorni, e perciò avevo bisogno di riflettere.  Dover dare il proprio nome ad un cavatappi era una cosa per me insolita.

Passato del tempo, dissi ad Alessandro Mendini che essendo io stessa una designer, avrei preferito che la mia persona e il mio lavoro non venissero automaticamente associati al cavatappi della ditta Alessi. Mi sembrava più interessante lasciare il nome Anna ed aggiungere solamente la lettera G, come iniziale del mio cognome Gili. Era una velatura, che dava a mio avviso un elemento di mistero alla figura iconica, da lui disegnata.

Ho dato un contribuito, forse in maniera inconsapevole, a quello che alla fine sarebbe diventato questo personaggio enormemente popolare? Se così fosse, ne sarei molto felice. Ed è bello sapere che il cavatappi Anna G. si trovi nelle case di tutto il mondo, ed ha probabilmente aperto milioni di bottiglie di vino nelle più attraenti celebrazioni.


Arredamento di design naturale

ARREDAMENTO DI DESIGN NATURALE

 

ARREDAMENTO DI DESIGN NATURALE

Shixiantang garden, Kioto

Introduzione al design naturale

Descrizione del contesto attuale

L’arredamento di design naturale, privato dai riferimenti dialettici, rimanda ad un idea di semplicità del vivere, ad un luogo bucolico e naive, ma è una tendenza che non contiene qualità.
La storia dell’arredamento è strettamente legata alla storia degli stili architettonici.
Nella contemporaneità con i cambiamenti sociali e degli stili di vita, si sono formati nuovi parametri nella progettazione degli arredi. L’arredamento di design naturale possiamo però
intenderlo come la necessità di abitare la casa come luogo che rifletta, in alcune zone come terrazzi, patii, vetrate, l’idea della natura, che non troviamo più nella realtà urbana, dove
l’inquinamento ed il traffico hanno progressivamente sostituito gli spazi che prima erano delle zone verdi. Portare la natura all’interno degli appartamenti, è una difesa nei confronti di un eccesso di antropizzazione e urbanizzazione che caratterizza le città, divenute ostili alla vita umana e a quella di tutti gli esseri viventi, che popolano le aree urbane.
E’ un parlare su un tema di grande rilevanza in questo momento storico, in cui il dibattito va riportato ad una visione più articolata, va ripensato il tipo di vita urbana, gli spazi aperti, il tema
del verde.

L’arredamento di design naturale non può prescindere da un disegno più ampio che riguarda il contesto sociale, urbano, le politiche sul territorio che rimandano alle scelte di progettazione,
all’utilizzo dei materiali e dei sistemi produttivi. Pertanto la parola design naturale riferita a pochi parametri risulterebbe riduttiva e superficiale.
Oggi più che mai c’è bisogno di visionarietà per progettare nuove modalità del vivere sul nostro pianeta. Bisogna ripensare quello che esiste e che non ha funzionato.
Il modello di città ideale rinascimentale è superato, non è più proponibile nelle città odierne ad alto tasso di entropia. Agglomerati di differenti etnie e culture, dove il progetto urbanistico è
stato sopraffatto dalle differenti esigenze sociali e da modelli di sviluppo che sono andati dietro ai cambiamenti, anziché prevenirli per l’organizzazione di politiche adeguate.
Oggi dobbiamo pensare la natura con un senso di unità.

ARREDAMENTO DESIGN NATURALE

Shixiantang garden, Kioto

Dobbiamo ripartire da dove è nata la separazione tra uomo e natura.

Dovremmo considerare un design nella città che rispetta la natura e anche un arredamento di spazi interni che rifletta questo stesso concetto.

Che cosa si intende per Design e natura Il design ispirato alla natura cosa significa?

Molti oggetti sono stati disegnati con questo atteggiamento. La natura è stata ed è ancora il primo modello d’ispirazione. E’ però difficile dare qualità all’ arredamento di una casa o di un ufficio concepito come arredo di design naturale.
Nell’oggetto è semplice combinare l’ispirazione con la forma, con la funzione, con la scelta dei materiali e con le modalità di produzione.

E’ un’attitudine atavica quella di lavorare il metallo per adornarsi e per costruire gli strumenti utili alla sopravvivenza, come l’impiego dell’argilla per il vasellame. Un tavolo, una sedia, un tappeto, un divano singolarmente possono essere forme ispirate alla natura: nel concetto, nell’utilizzo dei materiali con cui sono stati realizzati e anche nel processo di produzione. Invece nel progetto di un arredo, ci sono molti elementi da combinare insieme ed è difficile pensare che possano avere tutti la caratteristica di un design naturale. Dal mio punto di vista eviterei anche molti luoghi comuni, che ricordano i cottages, il rustico o l’arredo tirolese, a meno che i progetti non siano legati alle tradizioni del territorio, dove queste tipologie abitative sono nate.

Il design naturale è spesso sinonimo di design banale ed alcuni progetti di design attuali hanno proprio questo senso di banalità, questa semplificazione riduttiva verso una dialettica, che in quanto tale, non può esimersi dal porre problematiche.
Che cosa si intende per design organico se parliamo di design naturale, un importante riferimento culturale sul tema è il design organico giapponese che deriva in maniera diretta dalla religione scintoista che corrispondere anche al modo di vivere giapponese e, non è un pensiero semplicistico sulla natura.

Anche il design scandinavo come il design brasiliano,  seppur in maniera differente sono legati all’organicismo architettonico ma riflettono entrambi la poetica delle tradizioni dei luoghi a cui si riferiscono.

Antonio Gaudì, Sagrada Familia

 

Heian Jingu garden, Kyoto


interior home design

Significato dell'interior home design

L'interior home design

Per capire il significato della parola interior design è bene fare un chiarimento su cosa si intende per interno e cosa per esterno.

Per meglio comprendere i due concetti è necessario avere come riferimento un habitat preciso.
Se ad esempio, parliamo di interior home design in un luogo con un clima freddo, esso sarà sicuramente diverso dall’interior design di un paese dove il clima è caldo.
Se pensiamo ai luoghi con un clima estremo, come quello artico, la prima cosa che viene in mente è il colore bianco della neve e del ghiaccio, e poi il fuoco, come elemento di calore e di sopravvivenza.

Nella cultura tradizionale, gli igloo, o igluvijaq, nella parola tradizionale delle popolazioni Inuit, sono forme di architettura che esprimono al meglio l’utilizzo degli elementi che la natura mette loro a disposizione, ove essa, tra l’altro, non offre molte possibilità. L’impiego del ghiaccio, come modulo ottimizzato per la costruzione dell' igloo, è una forma d’intelligenza compositiva integrata al territorio. L’igloo, essendo una struttura formata di neve ci appare antitetica al fuoco. Eppure, il calore sprigionato dalle fiamme, crea nello spazio circolare interno, un sottile strato di ghiaccio, che non permette al vento di oltrepassare le pareti. Il fuoco all'interno di un ambiente costituito da mattoni di neve, serve a garantire la sopravvivenza e nello stesso tempo rimanda ad un’idea poetica dell’abitare. Il fuoco è un arredo primario, un archetipo e centro attorno al quale i componenti di un gruppo familiare e sociale si riuniscono.

L’interior design home di luoghi estremi, ha la possibilità di combinare una serie di strumenti che si trovano in natura, materiali caldi come il legno e pelli di animali, sacrificati ed uccisi per nutrirsi e per utilizzare la loro pelliccia come protezione dal freddo.
Le scelte e la combinazione di questi elementi, determinati dal contingente, hanno anche una qualità estetica, poetica e una funzione psicologica del vivere all’interno di un habitat.
E’ un esempio, di come la tradizione può fornirci riferimenti interessanti per la composizione di un arredo.

 

interior design

Roberto Burle Marx progetti di giardini

Un altro aspetto molto importante nell’interior home design dei paesi nordici, è l’elemento della luce. Nei climi freddi, seppur non estremi come quelli artici, la luce solare in inverno rimane per poche ore. La luce solare è forse uno degli elementi più attraenti nella definizione di uno spazio. La sua presenza dal punto di vista psicologico è rilevante. Per questa ragione gli interni delle abitazioni hanno ampie vetrate che permettono di mantenere la luce il più a lungo possibile, come si evidenzia nelle architetture di Eero Saarinen.
L’interior house design in questi luoghi assume l’immagine di un chiarore pallido, fatto di pochi ma essenziali elementi: fuoco, legno, ampie zone di luce, tappezzerie. I tessuti ricordano le pelli di animali, come nella tradizione dei popoli Inuit, ma nella cultura contemporanea, l'animale non è più sacrificato. Esso diviene presenza simbolica, attraverso il segno elaborato nel manufatto. L’interior design nordico è fondamentalmente monocromo, come la natura che lo circonda.

interior design

Roberto Burle Marx, mosaico Copacabana, Rio de Janeiro

Differentemente, se pensiamo al sud del continente alla foresta amazzonica, al Brasile ad esempio, lo scenario si capovolge. E’ un ambiente denso, ricco e rigoglioso da tutti i punti di vista: vegetale e animale, un concentrato di colori che nessuna scala cromatica riuscirebbe ad organizzare. La foresta è molto popolata e pertanto rumorosa, ma i rumori che si sentono non fanno scattare le soglie del fastidio che siamo abituati a superare in un contesto urbano.
A questo proposito, ricordo un mio viaggio in Brasile, nell’isola di Marajo, situata alla foce del Rio delle Amazzoni. In certi momenti della giornata in cui si stava in silenzio per il clima molto caldo, provenivano dei rumori dalla foresta, simili al grido della folla in uno stadio, probabilmente i suoni che si udivano erano i dialoghi delle numerose scimmie che popolavano il territorio. Mentre le zanzare che abitavano l’isola, erano dei fuori scala di macro dimensioni, ma decisamente più gentili di quelle di Milano e lo dico per esperienza.

 

interior house design

Lo spazio interno, nei luoghi vicini alla fascia equatoriale, coincide con l’esterno, perché la natura è ricca ed accogliente, il clima favorisce la vita all’aperto. L’abitare è ridotto al minimo, alle zone d’ombra per ripararsi dal calore solare o alle aree organizzate per necessità di privacy e protezione. L’interior design, favorisce le vetrate, che sostituiscono in certi casi le pareti in muratura. A differenza dei luoghi nordici, l’elemento vetro, in questo contesto, serve a mantenere una continuità tra natura e architettura. La trasparenza, arreda lo spazio domestico, attraverso le forme rigogliose che natura circostante mette a disposizione, forme che nell’avvolgere lo spazio interno, si esprimono con una forza ed una energia, che sentiamo essere parte della nostra esistenza, come l’architetto paesaggista brasiliano Roberto Burle Marx , ci ha mostrato attraverso il suo lavoro.

interior design home

La luce quando raggiunge il livello più caldo, può essere filtrata attraverso moderni o tradizionali schermi che forniscono una dimensione di tranquillità e riposo nelle le zone d’ ombra. La luce e l’ombra sono concetti sui quali l’interior design può definire gli spazi scenici dell’abitare, nel loro intervallarsi tra interno ed esterno, caldo e freddo. Il colore può aiutare ad evidenziare le diverse aree, seguendo la disposizione della luce e degli elementi strutturali per una composizione dell’arredo che offre una dimensione emozionale.

Segui il mio Discorso sull'interior design


INTERIOR DESIGN DISCORSO

INTERIOR DESIGN - DISCORSO

Come sarà la prossima Design Week?

Sarà più spenta perché inizieremo a percepire le problematiche della globalizzazione che mai avevamo considerato?

Immagino un’espansione del fenomeno dell’house interior design con una maggiore povertà però nell’espressione dei contenuti.

LInterior Design, essendo una disciplina con una storia legata agli stili architettonici, ha sempre subito l’influenza delle culture dell’abitare del mondo. Gli architetti hanno
governato l’ interior design,  con molto rigore, legando la disciplina agli stili vigenti.

Mentre i Décorateurs e il fenomeno degli show room di tendenza, oggi definiti negozi di life style, sono legati all’effimero, al gusto del momento scandito dai trends, dettati dalla
moda.

Difatti il fashion design ha esteso la sua rete, attraverso la forza economica del brand: dall’abito, oggi fuori moda, all’house interior design, fino ai life style shop.

L’Interior Design genera per la moda un rinnovamento perché carico di possibili nuove combinazioni di suppellettili, che permettono allo stilismo di estendere i suoi confini e
presidiare commercialmente nuovi territori, aree di appartenenza fino ad oggi, ad élite intellettuali presidiate da studi di architettura e designers.

L’attitudine della moda a cavalcare le tendenze ed a concepire il progetto come effimero ci renderà spettatori passivi agli eventi del fuorisalone 2021,
anziché visitatori attivi e critici dei progetti degli studi di design milanesi.

Il brand dominante, deve richiamare attenzione per vendere.

Essendo i brands del fashion, commercialmente molto forti, assisteremo al triste fenomeno dell’acquisizione,
attraverso pratiche bulimiche ed alla progressiva sparizione della piccola rete di intellettuali del progetto di house interior design milanese.

Il fenomeno costituito da piccole aggregazioni di Interiors design studio, che hanno reso Milano, una delle capitali internazionali dell’Interiors design, verrà trasformato
in fenomeno allargato di visual design di massa, presentato dai vari stilisti nei propri show room. Tutto diviene moda, nella capitale della moda mondiale.


MILANO DISCORSO SULLA CREATIVITA’

MILANO DISCORSO SULLA CREATIVITA’

Mi piace passeggiare nella città di Milano, vuota, silenziosa, senza troppo rumore, l’aria è stranamente pulita.

Mi sembra veramente affascinante, finalmente un luogo dove ancora è possibile pensare camminando. Sembra diversa dalla città che fino a poche settimane fa era Milano.
Il centro è un luogo per turisti, mentre coloro che vivono nella città progressivamente come in tutte le metropoli del mondo vengono espulsi, spinti nelle periferie, perché la cerchia storica è divenuta
un grande centro commerciale, costituito da ristoranti, bar, movida, negozi di moda, un sistema di estasi visiva e gustativa, di eccellenza del Made in Italy, dove il turista si diverte e spende denaro,
portando ricchezza all’indotto. Questo periodo, in cui il virus ha provocato il rientro di molti turisti nel loro paese e tenuto gli Italiani chiusi nelle proprie case, senza occasione di divertimenti dispendiosi, ha creato panico tra molti economisti, che vivono, questo momento come la peggiore disgrazia dell’umanità.

Possiamo pensare positivamente? Che questo evento tragico sia anche un’occasione per restituire un’identità ad una città come Milano, costituita da tante differenze?

Come nella natura si parla di biodiversità, così i diversi linguaggi e le differenti tradizioni delle varie culture, che abitano nella città, contribuiscono alla crescita di un organismo (la città) sempre più complesso. Nel mondo della creatività esiste lo stesso principio, quando però l’humus creativo, caratterizzato da piccole realtà imprenditoriali, viene sopraffatto da brand forti commercialmente, che ne assorbono il potenziale a proprio vantaggio, il microsistema non può svilupparsi per crescere e portare rinnovamento. Come nella legge di natura vince il più forte, così nel mondo economico è vale lo stesso principio, perché
le realtà forti commercialmente, garantiscono benessere al sistema e al paese. E, l’economia per vizio di arroganza, non tiene conto dell’impoverimento del bacino creativo, alimento della cultura e
del manifestarsi del pensiero critico, bacino produttore di cambiamenti della società. Difatti queste riflessioni non riguardano gli economisti che, oggi purtroppo hanno un sovraccarico di
responsabilità, di cui non sono competenti, a causa della debolezza del sistema politico.

Oggi si naviga a vista e non si riesce a pensare e a disegnare il futuro della società.

Milano è sempre stata una città diversa dal resto d’Italia dai tempi dei Visconti e della costruzione dell’opera del Duomo nel XIV secolo, dove lavoravano maestranze europee. Per questa sua anima
europeista, a differenza del resto d’Italia, Milano ha pagato un prezzo molto alto, come del resto avviene ancora oggi con il Covid - 19.
La generosità di Milano ha un buon connubio con il commercio. E fin qui non c’è nulla di male, è un intelligenza applicata, che produce benessere, ma il limite è forse quello di accontentarsi delle
cose che funzionano e, non andare oltre. L’accontentarsi del turismo, del benessere, dell’ essere capitale della moda, ha portato la città ad un clima di superficialità è ad una perdita di anima, sulla
quale è bene riflettere. Il sociologo Francesco Morace parla di : “Crescita Felice”. Penso che sia giunto il momento che la creatività si riappropri dei propri spazi di progetto, per proposte alternative che possano garantire uno sviluppo sostenibile e aprire un dibattito sui temi attuali. L’economia non può dettare legge sul progetto ma accompagnarlo per una crescita che tenga conto della complessità, non si può crescere trasformando una città come Milano in un luogo privo di riflessione, centrata sul benessere materiale, e cito a questo proposito la famosa frase coniata e divenuta famosa per la pubblicità di un
amaro negli anni 80’: ”La Milano da bere”. Trovo che l’espressione sia più consona a comprendere la realtà attuale e non quella degli anni 80’ dove la creatività aveva libero accesso e libera
diffusione e non passava attraverso il marketing, divenuto oggi l’unica fonte di ispirazione di molti creativi e designers, perciò pubblicati nelle riviste di design il cui obiettivo non è più quello
dell’informazione ma la vendita che garantisca l’esistenza stessa della rivista.

 


Architetture in scatola Face to face Anna Gili

Architetture in scatola - Un progetto per i 40 anni di Associazione CAF

Architetture in scatola

Un progetto per i 40 anni di Associazione CAF.

Architetture in Scatola è una scatola di legno che contiene circa una ventina di pezzi tagliati al laser. I componenti possono mostrare la venatura del legno oppure essere policromi, altri progettti invece possono prevedere un decoro.

I vari pezzi si componogono tra loro per dar vita ad alcune micro-architetture abitative. Tra i progetti di Architetture in scatole troviamo anche "Face to Face" della designer Anna Gili, riproduzione dell'opera di Art Design "A viso aperto" .

Architetture in scatola Face to face Anna Gili


CRO at MONDO MENDINI exhibition

MONDO MENDINI - Mostra postuma a cura di Alessandro Mendini

MONDO MENDINI

Mostra postuma a cura di Alessandro Mendini

Twenty-five years after the opening of the Groninger Museum building he designed, Alessandro Mendini (1931- 2019) was given free rein to put together his dream exhibition. Shortly before his death earlier this year, the grand old man of Italian design selected dozens of his own revolutionary designs as well as works by numerous other artists and designers. Mendini passionately believed in collaboration between creative spirits and the importance of imagination “Mondo Mendini” is a colourful, dazzling riot of fine art, design and architecture.

Some important art works by the Italian designer Anna Gili will be present at the Mondo Mendini exhibition at Groninger Museum:

Anna Gili, Sculpture CRO at MONDO MENDINI exhibition to Groninger Museum

CRO at MONDO MENDINI exhibition

- Anna Gili, centrepiece “Regina” at MONDO MENDINI exhibition to Groninger Museum

centrepiece “Regina” at MONDO MENDINI exhibition

MONDO MENDINI - Mostra postuma
A cura di Alessandro Mendini
Museo di Groninger
12 October 2019 - 5 May 2020


DimoreDesign incontro Bologna

DimoreDesign 2019: incontri e visite

Dimore & Design 2019: incontri e visite

Da cosa nasce cosa

7 dimore per 7 progetti raccontati da 10 designer e architetti in Tour per l’Italia: a Bergamo, Brescia e Bologna.

27 Settembre 2019 a Bologna
Anna Gili

Foyer del Teatro Comunale
Largo Respighi 1,
40126 Bologna

Programma incontro

ore 20.00-20.30
visita guidata alla dimora

Si aprono le porte del Teatro Comunale per una visita guidata dei suoi spazi alla scoperta della storia del Teatro.
ingresso gratuito, previa registrazione, fino ad esaurimento posti.

ore 20.30-21.30
incontro con il designer

Anna Gili, in dialogo con Jean Blanchaert, si racconta al pubblico in un viaggio di contaminazione tra la contemporaneità del design e la storicità del teatro.
ingresso gratuito, previa registrazione, fino ad esaurimento posti.

Per maggiori informazioni sull'incontro clicca qui